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durc società partecipate

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durc società partecipate

Messaggio  babiboom il Lun 23 Mag 2011 - 3:37


se è stato affidato in house alla società partecipata l'incarico di gestire il patrimonio immobiliare e, quindi, si fare lavori sullo stesso, bisogna chiedere il durc per la liquidazione parziale di una fattura emessa dalla partecipata?

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Durc a partecipata

Messaggio  Paolo Gros il Lun 23 Mag 2011 - 3:42

Il comune sulle proprie partecipate deve esercitare il controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi.
Ne consegue che la regolarita' contributiva e' conosciuta a monte per cui non si rende necessario il Durc .
( NB : in partecipazioni allo 0,001% ovviamente e' buona norma chiedere il Durc proprio perche' il controllo analogo , ancorche' dovuto, e' davvero difficile esercitarlo )
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Re: durc società partecipate

Messaggio  babiboom il Lun 23 Mag 2011 - 4:19

anch'io ero propensa per questo tipo di argomentazione, ma ho trovato un parere anci del 22/3 u.s., relativa all'affidamento in house del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti, in cui si dice invece che non c'è esenzione dal durc in caso di affidamento in house perchè trattasi di soggetto distinto formalmente dall'ente. in un altro parere invece, relativo ad un'azienda consortile, si esclude che il durc sia dovuto.

babiboom

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Durc

Messaggio  Paolo Gros il Lun 23 Mag 2011 - 4:25

Prassi e norma spesso non coincidono.
Avevo infatti anticipato il problema proprio perche' la norma ex se sembrerebbe escluderlo , del resto , che senso ha chiedere un documento che affermi che dal punto di vista contributivo e' tutto a posto ad una partecipata su cui obbligatopriamente mi debbo comportare come su un mio servizio.
E' un po' come chiedere alla ragioneria se paga i contributi sui dipendenti.
E' pero' del tutto chiaro che nella prassi se provassimo ad esercitare tale controllo su una societa' grande in cui si ha lo 0,001 % il tutto non andrebbe a buon fine per cui occorre inventarsi o meglio reinventarsi la procedura.
Che l'Anci poi dica che la partecipata e' un soggetto diverso e' una grande e bella cosa peccato pero' che le varie Corti (e anche nel recentissimo ) affermino che addirittura le spese di personale di tali partecipate debbano concorrere al calcolo dell'osservanza del 40% .
Ma, se concorrono a tale limite, credo proprio che i contributi siano stati pagati!!!
E' la nostra Italia Shocked
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Re: durc società partecipate

Messaggio  francodan il Lun 30 Mag 2011 - 3:30

sulle novità in materia di durc (dall'estensione alla durata9a decorrere da giugno un interessante articolo di italia oggi tratto da rassegna stampa cdc

La certificazione di regolarità contributiva va richiesta anche nei confronti di fondazioni e università; ogni attestazione, inoltre, è vincolata alla richiesta (contratto) per cui è stata emessa, con la sola eccezione dell'ipotesi di acquisizioni in economia di beni e servizi con affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento (valore al di sotto dei 20 mila euro). Le novità arrivano dall'entrata in vigore (dall'8 giugno) del nuovo regolamento di attuazione del codice dei contratti pubblici. Il nuovo regolamento. Le nuove regole sul Durc sono previste dal regolamento attuativo del codice dei contratti pubblici, dpr n. 207 del 5 ottobre 2010 che dà attuazione al dlgs n. 163/06, in vigore dall' 8 giugno, il quale dedica l'intero Titolo II alla materia del Durc. Riprendendo la definizione finora vigente, l'articolo 6 del regolamento stabilisce che per Durc s'intende «il certificato che attesta contestualmente la regolarità di un operatore economico per quanto concerne gli adempimenti Inps, Inail, nonché cassa edile per i lavori, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento». Gli operatori economici. L'obbligo della regolarità contributiva, dunque, gira attorno alla figura di «operatore economico», in quanto è nei confronti di questo soggetto che il certificato funge da certificazione e perché riguardo ai lavori di tale soggetto che le amministrazioni sono tenute a verificare la regolarità contributiva. Per operatore economico, soggetto obbligato alla regolarità contributiva, s'intende «l'imprenditore, il fornitore e il prestatore di servizi o un raggruppamento o consorzio di essi», siano essi persone fisiche o persone giuridiche. Ai sensi del codice dei contratti pubblici (articolo 3) i termini relativi a «imprenditore», «fornitore» e «prestatore di servizi» designano una persona fisica o una persona giuridica o un ente senza personalità giuridica, ivi compreso il gruppo europeo di interesse economico (Geie), che offra sul mercato, rispettivamente, la realizzazione di lavori oppure opere, la fornitura di prodotti, la prestazione di servizi. Il termine «raggruppamento temporaneo» designa un insieme di imprenditori, o fornitori, o prestatori di servizi, costituito, anche mediante scrittura privata, allo scopo di partecipare alla procedura di affidamento di uno specifico contratto pubblico, mediante presentazione di una unica offerta. Il termine «consorzio» si riferisce ai consorzi previsti dall'ordinamento, con o senza personalità giuridica. Secondo l'autorità di vigilanza sui contratti pubblici (determinazione n. 7/2010) la nozione di «operatore economico» in ambito europeo è molto ampia e tende ad abbracciare tutta la gamma dei soggetti che potenzialmente possono prender parte a una pubblica gara. Pertanto sono operatori economici anche le fondazioni, gli istituti di ricerca e le Università in quanto «per il diritto comunitario, la nozione di impresa comprende qualsiasi ente che esercita un'attività economica consistente nell'offerta di beni e servizi su un determinato mercato, a prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento (Corte di giustizia Ue, sentenza 26 marzo 2009, causa C-113/07). Soggetti tenuti a richiedere il Durc. In base al nuovo regolamento la regolarità contributiva si riferisce a tutti i contratti pubblici, siano essi di lavori, di servizi o di forniture. Restano esclusi, pertanto, i soli contratti pubblici per i quali lo stesso codice prevede espressamente una deroga (Parte I, Titolo II del Codice avente ad oggetto «contratti esclusi in tutto o in parte dall'ambito di applicazione del codice», come ad esempio i contratti di servizi di arbitrato e conciliazione, di cui all'articolo 19, comma 1, lettera c). È questa una previsione, dunque, che conferma che il Durc va sempre richiesto, senza alcuna eccezione, per ogni tipologia di contratto pubblico e, dunque, anche nel caso degli acquisti in economia o di modesta entità (interpello n. 10/2009 del ministero del lavoro). Spetta alla p.a. procedente stabilire se la fattispecie rientri nella tipologia del contratto pubblico e, quindi, se debba essere acquisito il Durc. In caso affermativo, le stazioni appaltanti pubbliche acquisiscono d'ufficio, anche attraverso strumenti informatici, il documento unico di regolarità contributiva (il regolamento, infatti, stabilisce che il Durc nei contratti pubblici deve essere richiesto d'ufficio dalle «amministrazioni aggiudicatrici»). Nei confronti dei soggetti diversi dalle amministrazioni aggiudicatrici, invece, il nuovo regolamento dispone che il Durc sia prodotto dagli stessi operatori economici. Pertanto, le imprese pubbliche, che non sono amministrazioni aggiudicatrici, non sono tenute ad acquisire d'ufficio il Durc, ma, avendone comunque facoltà in quanto stazioni appaltanti, possono richiedere l'utenza di accesso alla procedura. Il regolamento, infine, specifica che, per i casi diversi dai contratti pubblici, come per esempio per l'attestazione Soa e per l'attestato di qualificazione dei contraenti generali, è l'operatore economico a dover richiedere il Durc ai fini del rilascio dell'attestazione. La validità temporale del Durc. In ordine alla validità temporale del Durc nei contratti pubblici, il ministero del lavoro e delle politiche sociali aveva ritenuto, in via interpretativa, che il certificato avesse validità mensile stante, di norma, le scadenze mensili dei versamenti contributivi nei confronti di Inps e casse edili (così nella circolare n. 5/2008). Successivamente, l'autorità di vigilanza per i contratti pubblici (Avcp), recependo recenti orientamenti giurisprudenziali, aveva ritenuto, in un'ottica di semplificazione e speditezza delle procedure di gara, che per la fase di partecipazione agli appalti pubblici trovasse applicazione la validità trimestrale della certificazione, al pari di quanto disposto per i lavori privati in edilizia (così nella determinazione n. 1/2010). Di conseguenza il ministero del lavoro aveva avuto modo di precisare, nuovamente, la validità trimestrale al Durc emesso per contratti pubblici, nonché per attestazione Soa e iscrizione all'albo dei fornitori (così nella circolare n. 35/2010). Ad oggi, in conclusione si può ritenere che abbia una validità trimestrale (decorrente dalla data di emissione del certificato) il Durc rilasciato ai fini: della verifica della dichiarazione sostitutiva; dell'aggiudicazione; della stipula del contratto; dei pagamenti degli stati di avanzamento lavori (Sal) e delle prestazioni relative a servizi e forniture (fatture); dell'acquisizione in economia di soli beni e servizi con il sistema dell'affidamento diretto (36); dell'attestazione Soa; dell'iscrizione all'albo fornitori. © Riproduzione riservata

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Re: durc società partecipate

Messaggio  online67 il Ven 12 Dic 2014 - 9:20

Secondo voi se un comune facente parte di un consorzio per la gestione rifiuti affida temporaneamente il servizio ad una societa' in house del consorzio stesso deve richiedere il DURC? Se si ed esso DURC e' negativo nel senso che vi e' irregolarita' della posizione contributiva cosa occorre fare?

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Re: durc società partecipate

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